Lo
zafferano è utilizzato da secoli, infatti troviamo citazioni nei papiri egiziani, nella Bibbia, fino
all'Illiade.
Tra gli antichi greci e poi tra i romani veniva utilizzata come insaporitore
di svariati cibi, addirittura del vino, poiché gli si attribuivano poteri afrodisiaci, curativi e
conferiva buon umore; ma veniva utilizzata anche come tintura per tessuti e ingrediente per unguenti
e profumi.
La culla d'origine dello zafferano è situata alle pendici dell'Himalaya e nella regione di Khorasan iraniano (zafferano iraniano), dove nasce naturalmente ed è coltivata la maggior parte della produzione mondiale dello zafferano (circa 55 tonnellate all'anno).
In Occidente la sua coltivazione arrivò solo nel primo Medio Evo, soprattutto in Spagna da dove fu trafugato da un frate che lo portò in Abruzzo.
La leggenda racconta che nel
1500 il maestro Valerio da Profondovalle, decorò le vetrate del Duomo di Milano con lo
zafferano che, il giorno delle nozze della figlia, cadde sul risotto del pranzo di nozze, da
ciò nacque il risotto alla milanese.
Lo
zafferano deriva dal fiore di "Crocus Sativus", un fiore violaceo, che fiorisce nel periodo
autunnale.
I pistilli sono raccolti manualmente, per evitare che si rovinino, a
Settembre, solo di mattina presto, poiché i fiori sono ancora chiusi, da ciò ne deriva l'alto costo,
ma anche dal fatto che ogni fiore ha solo da tre a cinque stimmi.
Deve essere chiuso
ermeticamente e conservato in luogo asciutto. Per utilizzare lo zafferano in pistilli si deve
mettere a bagno nell'acqua che si utilizzerà per cucinare.
E salutare utilizzarlo in cucina infatti lo zafferano ha delle fenomenali qualità antiossidanti, non solo, le vitamine B1 e B2 contribuiscono ad una digestione più rapida con effetti depurativi e antinfiammatori.
Lo zafferano iraniano è ottimo nei
piatti a base di riso, ma è straordinario come insaporitore per crostacei, frutti di mare e alcuni
tipi di pesce, come la coda di rospo o la polpa di rombo; è indicato per esaltare i sapori della
carni bianche e delle verdure dai gusti più delicati, come le zucchine o il radicchio.
Per un sapore inedito si consiglia di aggiungere un pizzico di zafferano iraniano nell'impasto dei dolci lievitati, biscotti, creme e gelati.