Arnaldo Caprai e Sagrantino di Montefalco
Postato il 11 Jan 2010
L'azienda è nata
nel 1971 quando Arnaldo Caprai, imprenditore tessile alla testa di un piccolo impero
industriale a Serrafoligno, acquistò nella vicina Montefalco un'impresa agricola, la Val di Maggio, strutturata per
svolgere un'attività promiscua ma dotato di un piccolo vigneto di 2/3 ettari circa. Imprenditore
fuori del comune, Arnaldo Caprai
era sempre stato attento non solo agli affari e al profitto ma anche ai risvolti culturali della sua
attività: nel corso degli anni aveva raccolto la più grande collezione esistente in Italia di pizzi,
merletti, fazzoletti antichi, ventagli, che utilizzava per organizzare mostre di grande interesse. I
vigneti della Val di Maggio li aveva
acquistati con lo tesso spirito: Montefalco è patria di un unico vitigno, il sagrantino, da cui si ricava, sembra fin dal medio
evo, un rosso di grande impegno e di nobile strutura. E il piccolo vitigno di cui egli era venuto in
possesso sorge proprio nel cuore della zona più vocata: nella località Torre. Però il
Sagrantino era allora un vino
presso chè sconosciuto fuori dell'Umbria: aveva bisogno di un produttore di qualità che fosse capace
di farlo conoscere e di valorizzarlo. Caprai nutriva questa ambizione ma doveva trovare un uomo capace di
trasformarlo in realtà. L'ha trovato nel figlio Marco, a cui ha affidato le sorti dell'azienda
agricola nel 1988. Raramente un passaggio generazionale è stato così azzeccato: l'impulso vitale che
Marco Caprai ha saputo imprimere
alla Val di Maggio da quel
momento ha saputo ogni previsione. E' stata sua, per esempio, la decisione di avviare nel 1989 la
collaborazione con L'istituto di coltivazioni arboree dell'Universiatà di Milano, che ha consentito
la creazione della più ricca banca dati esistente sul vitigno sagrantino operando con passione ma con scelte mediante,
prese dopo aver consultato gli esperti più attendibili d'ogni settore, questo giovane tenace
imprenditore non si è limitato a portare la propria azienda al successo, ma ha trascinato con sè
tutto il territorio per spingere il Sagrantino alla ribalta dell'attenzione internazionale. C'è riuscito
costruendogli l'immagine di un vino strutturato dalla tradizione ma capace di servirsi delle più
moderne tecnologie di cantina, strutturato e possente ma anche attuale e moderno, e perciò morbido,
rotondo, elegante, dai tannini dolci, Con 136 ettari di vitigno, Caprai produce 750mila bottiglie all'anno: fa una
decina di vini, ma il suo cavallo di battaglia resta sempre il Sagrantino, Eccelle sopratutto nella tipologia più
ambiziosa, non passito, quella del rosso asciutto importante e longevo, e declina in due versioni,
il collepiano e la Riserva 25 Anni.- fonte: Grandi Cru D'Italia

