Arnaldo Caprai e Sagrantino di Montefalco


L'azienda è nata nel 1971 quando Arnaldo Caprai, imprenditore tessile alla testa di un piccolo impero industriale a Serrafoligno, acquistò nella vicina Montefalco un'impresa agricola, la Val di Maggio, strutturata per svolgere un'attività promiscua ma dotato di un piccolo vigneto di 2/3 ettari circa. Imprenditore fuori del comune, Arnaldo Caprai era sempre stato attento non solo agli affari e al profitto ma anche ai risvolti culturali della sua attività: nel corso degli anni aveva raccolto la più grande collezione esistente in Italia di pizzi, merletti, fazzoletti antichi, ventagli, che utilizzava per organizzare mostre di grande interesse. I vigneti della Val di Maggio li aveva acquistati con lo tesso spirito: Montefalco è patria di un unico vitigno, il sagrantino, da cui si ricava, sembra fin dal medio evo, un rosso di grande impegno e di nobile strutura. E il piccolo vitigno di cui egli era venuto in possesso sorge proprio nel cuore della zona più vocata: nella località Torre. Però il Sagrantino era allora un vino presso chè sconosciuto fuori dell'Umbria: aveva bisogno di un produttore di qualità che fosse capace di farlo conoscere e di valorizzarlo. Caprai nutriva questa ambizione ma doveva trovare un uomo capace di trasformarlo in realtà. L'ha trovato nel figlio Marco, a cui ha affidato le sorti dell'azienda agricola nel 1988. Raramente un passaggio generazionale è stato così azzeccato: l'impulso vitale che Marco Caprai ha saputo imprimere alla Val di Maggio da quel momento ha saputo ogni previsione. E' stata sua, per esempio, la decisione di avviare nel 1989 la collaborazione con L'istituto di coltivazioni arboree dell'Universiatà di Milano, che ha consentito la creazione della più ricca banca dati esistente sul vitigno sagrantino operando con passione ma con scelte mediante, prese dopo aver consultato gli esperti più attendibili d'ogni settore, questo giovane tenace imprenditore non si è limitato a portare la propria azienda al successo, ma ha trascinato con sè tutto il territorio per spingere il Sagrantino alla ribalta dell'attenzione internazionale. C'è riuscito costruendogli l'immagine di un vino strutturato dalla tradizione ma capace di servirsi delle più moderne tecnologie di cantina, strutturato e possente ma anche attuale e moderno, e perciò morbido, rotondo, elegante, dai tannini dolci, Con 136 ettari di vitigno, Caprai produce 750mila bottiglie all'anno: fa una decina di vini, ma il suo cavallo di battaglia resta sempre il Sagrantino, Eccelle sopratutto nella tipologia più ambiziosa, non passito, quella del rosso asciutto importante e longevo, e declina in due versioni, il collepiano e la Riserva 25 Anni.

  • fonte: Grandi Cru D'Italia