Cognac Delamain
Postato il 7 Feb 2010
DELAMAIN

La Delamain è la più
piccola fra le grandi Case di Cognac, ma i membri di questa famiglia si sono distinti in
diversi campi. Nicholas Delamain, che al matrimonio tra Carlo I e Enrichetta Maria (Londra 1625) era
lo chef-de-suite della regina, quattordici anni dopo fu nominato cavaliere e, trasferitosi in
Irlanda, divenne un famoso proprietario terriero protestante.
Henry, l'altro rampollo della famiglia, divenuto vasaio a Dublino, fu il primo, nel
Delfware, a introdurre l'uso del carbone nella cottura dei vasi e, per questo, fu premiato dal
Parlamento irlandese con 100 sterline (una serie di francobolli irlandesi ha commemorato l'evento).
Fu il nipote di Henry, James Delamain, figlio del governatore del Castello di Dublino, che
nel 1759, al ritorno nel Cognac, avviò il commercio del brandy. Tre anni più tardi, diventato
socio del suocero, Isaac Ranson, in una società di Jarnac, esportava cognac in Olanda e in
Irlanda. Interrotto dalla Rivoluzione, il commercio riprese solo con la restaurazione dell'Impero
(1815), e nel 1824 Henry Delamain, nipote di James, insieme ai cugini Roullet, fondò la “House of
Roullet and Delamain”. Con questa denominazione la Casa portò avanti il proprio commercio
sino al 1920, quando i Delamain, rimasti i soli proprietari, la modificarono in
“Delamain & Co.”.
Guida ai Cognac
I Delamain continuarono a
offrire il loro contributo nei campi più vari: Jacques, pioniere della moderna ornitologia e degli
studi naturalistici, ha scritto diversi libri sulla vita degli uccelli e con uno di questi ha vinto
un premio alla Académie Française; suo figlio, Jean, botanico famoso, ha scoperto numerose specie
europee d'orchidea; Maurice, uno dei fratelli, ha fondato la casa editrice “Stock, Delamain
& Boutelleau”, a cui si deve la presentazione, ai lettori francesi, di molti autori
anglosassoni, fra cui Thomas Wolf, Pearl Buck e Robert Penn Warren; infine, un altro fratello,
Robert, ha scritto L'Histoire du Cognac (1935) in cui è narrata la storia della regione. Ancora
oggi, la Delamain è un affare di famiglia: Alain Braastad (Dlamain da parte di madre)
dirige la società insieme a Patrick Peyrelongue (Delamain da parte di nonna).

Nonostante la presenza, nei loro depositi, di un vecchio alambicco, la
Delamain non effettua la distillazione e la fermentazione né, tanto meno, è proprietaria di
vigneti. I Delamain sono négoçiants che comprano distillati invecchiati dai 10 ai 15 anni, ne
completano la maturazione, li tagliano e li imbottigliano. Tutte le loro riserve provengono dal
Grande Champagne, il premier cru. La Casa non fa uso di legno nuovo, ma preferisce fusti (di
Limousin o Tronçais) stagionati almeno sei anni in quanto, secondo la Delamain, il legno
nuovo rilasciando tannino dà al cognac una caratteristica troppo “legnosa”. L'azienda,
inoltre, non opera con contratti fissi, rinnovabili; preferisce comprare dai bouilleurs de cru solo
dopo avere assaporato con attenzione i loro prodotti.
Il
cognac è invecchiato con la gradazione alcolica naturale; il taglio avviene quando
l'acquavite ha una gradazione maggiore rispetto a quella finale di vendita. Per esempio, il Pale
& Dry, il blend più giovane della Casa (per quanto i cognac che lo compongono abbiano mediamente
25 anni), è tagliato quando ha una percentuale alcolica del 50%. Un altro aspetto che distingue
questa Casa è il modo in cui si effettua la riduzione finale; questa non avviene con l'aggiunta di
acqua distillata, ma addizionando, nel corso di due anni, una miscela (nota come vieilles faibles)
di acqua e cognac vecchio e debole, con una percentuale alcolica de 15%. La Delamain, al
momento di comprare i distillati, sceglie quelli ottenuti con la vinaccia che, grazie agli esteri
che rilascia, assicura un cognac più fruttato, controllando ovviamente che non vi siano eccessi. Nei
suoi prodotti non ci sono aggiunte di zucchero o sciroppo, anche se occasionalmente possono esserci
aggiunte di caramello per ottenere un colore più consistente.
I cognac della Delamain provengono
dalla Grande Champagne, il distretto con la maggiore concentrazione di vigneti che
rappresenta il 15% della zona a denominazione controllata. La Delamain aspira a produrre
cognac dotati di delicatezza e ricchezza con aromi puliti e tenui. Sarebbe impossibile per la
Casa maturare dall'inizio alla fine tutti i cognac nella sua sede, anche perché è pratica
comune fra i bouillieurs de cru, conservare alcuni dei loro brandy migliori, in modo da venderli a
prezzo maggiorato quando hanno quasi raggiunto la maturità (tutelandosi, in questo modo, anche per
gli anni di magra). E' proprio in queste situazioni che entra in gioco l'arte di négoçiants dei
Delamains. L'abilità individuale si dimostra anche con l'imbottigliamento: le bottiglie,
infatti, vengono sciacquate con cognac prima di essere riempite e, in seguito, controllate una per
una, etichettate a mano e sigillate con retine metalliche dorate (quelle in uso prima
dell'introduzione delle capsule). Un segno distintivo dei cognac Delamain è la
luminosità sia nelle sfumature di colore sia nello stile; essa ricorda i cieli straordinariamente
diafani che fanno da sfondo al paesaggio ondulato della Charente con suoi filari di viti
incorniciati dalle numerose chiese e cappelle romaniche. Nella bottiglia, questa luminosità indica
l'ampiezza, la struttura e lo stile vivace di un cognac Delamain realizzato con
rate.
Il Pale & Dry, nato negli anni '20, è la linea
principale della Casa, con una percentuale di vendite dell'80%. Il termine “Pale” indica che la
maturazione, in botti vecchie, rende il cognac molto più chiaro rispetto ad altri di età
simile (22-28 anni), mentre il termine “Dry” è riferito all'assenza di zucchero. Il Vesper,
un blend nato negli anni '50, ha invece un carattere più classico; i cognac presenti in questa
miscela sono in media di 10 anni più vecchi rispetto a quelli presenti nel Pale & Dry; esso
viene fatto invecchiare in cantine vicine alla Charente e, quindi, umide.

Il Très Vénérable è il cognac più vecchio nella gamma della Dlamain (50 anni); ogni
brandy che lo compone viene invecchiato separatamente a seconda delle sue origini e dell'anno di
distillazione; prima di essere tagliato ha una percentuale alcolica del 48%. La Réserve de la
Famille (un'edizione veramente limitata) è formata da brandy molto vecchi le cui qualità e
caratteristiche sono state giudicate talmente eccezionali da poter essere venduti non tagliati. Il
cognac, attualmente in uso per il Réserve de la Famille, è stato distillato prima della
Seconda guerra mondiale da mastro bouilleur de cru nelle vicinanze di St. Preuil, nel cuore della
Grande Champagne. Invecchiato per 55-60 anni è stato, quindi, travasato in grandi damigiane e
conservato con la gradazione alcolica, raggiunta naturalmente, del 43%; l'etichetta è stato dipinta
appositamente su pura carta di canapa fatta a mano presso il Moulin du Verger vicino ad
Angouleme.
A
volte, la Delamain produce anche cognac d'annata, di provenienza early landed o
maturato a Jarnac; è una delle poche Case di nagoçiants autorizzate a invecchiare e vendere
cognac di singola annata, secondo le nuove regole introdotte nel 1988. La Delamain
offre un cognac dell'annata 1960, comprato da un bouilleur de cru a Verrières: è per veri
intenditori e di grande purezza e carattere. La Casa offre anche le annate '49 e '63; dli early
landed di solito vengono spediti entro le 24 ore dalla distillazione e non vengono imbottigliati
prima di 21 anni.
Secondo Alain Delamain-Braastad, la
qualità di un cognac è determinata da quattro elementi: il distillato, l'umidità delle
cantine, l'abilità del mastro miscelatore e il tempo (cioè lo sviluppo del cognac nelle
botti). Questo tranquillo e persuasivo signore sostiene che la sua Casa “offre, in pratica, il
miglior rapporto qualità prezzo”, affermazione che trova conferma nell'essere stato scelto dagli
hotel, ristoranti ed enoteche più rinomati. Come è scritto nel Livre du Cognac: “I
Delamain stanno al cognac come Rembrandt sta alla pittura”.
fonte: Cognac -
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